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# Giacomo Puccini

Lucca, 22 dicembre 1858 - Bruxelles, 29 novembre 1924

[L'Uomo](#laBiografia)
[La Musica](#itinerari-le-opere)
[I Luoghi](#itinerari-gli-itinerari)
[Librettisti](#librettisti)
[Bibliografia](#bibliografia)

## Biografia

Giacomo Puccini nacque a Lucca il 22 dicembre 1858, ultimo di una dinastia di compositori che da più di un secolo deteneva il monopolio della vita musicale cittadina. Crebbe con sei sorelle e un fratello nella casa di Corte S. Lorenzo. Ricevette i primi insegnamenti musicali dal padre Michele, prima della di lui morte prematura nel 1864. Alla fine dello stesso anno fu iscritto alla scuola privata di musica di Luigi Nerici. Fu iscritto poi nel 1868, nella classe di violino, all’Istituto musicale «G. Pacini», una scuola molto rinomata anche fuori Lucca; proseguì poi passando nella classe di composizione, nella quale ebbe come insegnante Carlo Angeloni. Nell’ambiente lucchese nacquero le sue prime composizioni, fra cui la *Messa a 4 voci* come pezzo per il diploma nel 1880.

### Gli anni della formazione milanese e le prime opere

Dal 1880 al 1883 Puccini frequentò il Conservatorio di Milano, dove ebbe come insegnanti Antonio Bazzini e Amilcare Ponchielli. Fermamente deciso a fare soltanto il compositore e non l’insegnante o l’interprete, subito dopo l’esame finale al conservatorio compose la sua prima opera lirica, *Le Villi*, con cui partecipò, senza successo, al Concorso Sonzogno per opere in un atto. Alcuni amici riuscirono comunque a organizzare una prima rappresentazione dell’opera nel 1884. Fu così che Giulio Ricordi, il più importante editore musicale italiano, si accorse di Puccini. Non solo inserì *Le Villi* nel catalogo della sua casa editrice, ma commissionò a Puccini una seconda opera lirica, *Edgar*. La composizione fu molto lunga e laboriosa, ma la prima assoluta, nel 1889, fu un insuccesso.

### L’amore per Elvira e i primi successi

Nel frattempo Puccini si era innamorato di una donna sposata, Elvira Bonturi, che nel 1886 abbandonò il marito per lui. Solamente nel 1904, dopo la morte del primo marito di Elvira, i due poterono legalizzare la loro convivenza e legittimare il figlio Antonio, che aveva già compiuto i 17 anni. Nei primi anni della loro relazione la piccola famiglia visse in difficili condizioni finanziarie in diverse case affittate, talvolta anche ospiti da parenti, separati uno dall’altro. Fu soltanto grazie al sempre maggiore successo della sua terza opera, *Manon Lescaut* (1893), che Puccini riuscì a creare una solida base economica per sé e la sua famiglia. Nel 1896 con *La bohème* colse un successo ancora più grande, che si estese presto anche a livello internazionale. Con i lauti guadagni acquistò due edifici a Torre del Lago e Chiatri, a pochi chilometri da Lucca, e li trasformò in due ville di campagna, di cui mantenne la proprietà fino alla morte. Per qualche anno ebbe anche una casa per la villeggiatura a Boscolungo Abetone. A Milano aveva invece un grande appartamento in affitto.

### La consacrazione internazionale

Il successo non mancò neppure alle due opere successive, *Tosca*(1900) e *Madama Butterfly* (1904), grazie alle quali Puccini divenne il compositore vivente più ricco e famoso. Importanti teatri d’opera all’estero rappresentarono cicli quasi completi delle sue opere alla sua presenza (nel 1905 a Buenos Aires e Londra, nel 1906 a Budapest e Londra, nel 1907 a New York, nel 1908 a Parigi). Nel 1910 per la prima volta una prima assoluta di un’opera di Puccini ebbe luogo all’estero: *La fanciulla del West* fece il suo debutto a New York, e si trattò di un grandioso evento. Nel 1913 Puccini ricevette da una casa editrice viennese l’incarico, superpagato, di scrivere un’operetta: ne nacque alla fine l’opera successiva, *La rondine* (1917), con notevoli difficoltà e ritardi a causa della crisi internazionale che, di lì a poco, sarebbe sfociata nella prima guerra mondiale. Puccini trascorse gli anni della guerra, da lui tanto odiata, per lo più in ritiro a Torre del Lago. La prima assoluta dei suoi tre atti unici *Il trittico*, musicati in quel periodo, ebbe luogo poco dopo la fine della guerra a New York, senza la presenza del compositore. Solo nel 1919 Puccini viaggiò di nuovo verso Londra, e ancora nel 1920 per la prima inglese del *Trittico* e a Vienna per le prime rappresentazioni in lingua tedesca della *Rondine* e del *Trittico*. In entrambe le città quasi tutte le sue opere liriche erano in cartellone nello stesso momento, situazione che si ripeté anche nel 1921 a Montecarlo a conferma della continuità, anzi dell’ampliamento della fama e del successo internazionale di Puccini.

Nonostante questo le sue opere dalla *Fanciulla del West* in avanti venivano rappresentate sempre più raramente, anche in Italia; evidentemente il linguaggio musicale più complesso e progressista che le caratterizzava era meno apprezzato dal pubblico, che preferiva la ‘popolarità’ delle opere precedenti, da *Manon Lescaut* a *Madama Butterfly*.

### La grande passione per le automobili e le case

In ogni caso i proventi che ricavava dai diritti d’autore bastavano ugualmente a coltivare, anche dopo la guerra, due delle sue passioni predominanti: le automobili (la prima l’aveva comprata già nel 1902 e ne era seguita un’altra dozzina) e, in modo particolare, le case. Nel 1919 comprò la Torre della Tagliata, una casa di origine etrusca nella Maremma proprio vicina al mare. Si liberò presto di quell’edificio solitario e cominciò a far costruire una nuova villa a Viareggio come residenza principale, in sostituzione di quella di Torre del Lago, e vi si trasferì verso la fine del 1921. Prevalentemente in questa casa lavorò alla sua ultima opera lirica, *Turandot*, di cui aveva cominciato ad occuparsi fino dal 1920. Il lavoro era molto problematico e Puccini più volte pensò di abbandonare l’impresa.

### Gli ultimi anni e la malattia

L’opera non era stata ancora completata quando fu diagnosticato un carcinoma laringeo a Puccini, che già da anni lamentava un mal di gola insistente. Per potersi sottoporre alla cura innovativa e sperimentale della radioterapia, Puccini si recò in una clinica specializzata a Bruxelles. Sopravvisse però all’operazione solamente pochi giorni e morì il 29 novembre 1924. L’incompiuta *Turandot* andò in scena per la prima volta nel 1926 e da allora è una delle opere di Puccini più rappresentate.

*Dieter Schickling*

1877 - Ritratto di Giacomo Puccini (Archivio Puccini - Torre del Lago)

1895 - Giacomo Puccini in costume, presso la Villa di Torre del Lago durante i festeggiamenti per la fine della stesura di Bohème (Archivio Ricordi)

Giacomo Puccini a figura intera, di tre quarti (Archivio Ricordi)

1896 - Puccini, Illica e Giacosa ai tempi della Bohème (Archivio Ricordi)

1897/1898 – Ritratto di Giacomo Puccini con annotazione manoscritta autografa (Archivio Puccini - Torre del Lago)

Giacomo Puccini ritratto da solo, in abiti da caccia (Archivio Ricordi)

Giacomo Puccini ritratto da solo, a figura intera (Archivio Ricordi)

1906 – Giacomo Puccini ritratto a mezzo busto, di tre quarti, in occasione della rappresentazione di Madama Butterfly a Budapest, con dedica autografa a Giulio (Archivio Ricordi)

1906 - Giacomo Puccini ed Elsa Szamosi, sul palcoscenico del Teatro Reale dell'Opera di Budapest, dopo la prima in ungherese di Madama Butterfly (Archivio Ricordi)

1906 – Ritratto di Giacomo Puccini nella sua casa di Milano, con una fotografia del compositore Francesco Paolo Tosti (Archivio Puccini - Torre del Lago)

Ritratto di Giacomo Puccini con dedica a Elvira Bonturi (Archivio Puccini - Torre del Lago)

1907 – Ritratto di Giacomo Puccini con dedica a Elvira Bonturi (Archivio Puccini)

1909 – Ritratto di Giacomo Puccini a bordo della sua ricochet (Archivio Puccini - Torre del Lago)

1912 - Tito II Ricordi e Giacomo Puccini dietro le quinte, dopo la prima scaligera di La Fanciulla del West (Archivio Ricordi)

1914 – Ritratto di Giacomo Puccini, musicista e compositore (Collezione ICCD, Fondo Nunes Vais)

Ritratto di Giacomo Puccini in studio (Archivio Puccini - Torre del Lago)

1920 – Ritratto di Giacomo Puccini sulle rive del lago di Massaciuccoli (Archivio Puccini - Torre del Lago)

1924 - Uno degli ultimi e più riusciti ritratti del Maestro, dichiarazione del figlio (Archivio Ricordi)

## Librettisti

[Giuseppe Adami](#)

Giuseppe Adami

Verona, 4 febbraio 1878 – Milano, 12 ottobre 1946.

Commediografo e librettista.  
 Studiò Giurisprudenza all’Università di Padova, ma presto si dedicò alla letteratura.  
 Scrisse per Puccini i libretti di *La rondine*, *Il tabarro* e *Turandot* (quest’ultimo in collaborazione con Renato Simoni).  
 Curò il primo epistolario pucciniano (1928) e realizzò due delle prime biografie pucciniane: *Puccini* (1935) e *Il romanzo della vita di Giacomo Puccini* (1942).

[Guelfo Civinini](#)

Guelfo Civinini

Livorno, 1 agosto 1873 – Roma, 10 aprile 1954.

Letterato, giornalista e commediografo.  
 Redattore dal 1907 fino al 1920 al «Corriere della Sera», rielaborò il libretto preparato da Carlo Zangarini per La fanciulla del West.

[Ferdinando Fontana](#)

Ferdinando Fontana

Milano, 30 gennaio 1850 – Lugano, 12 maggio 1919.

Scrittore e giornalista.  
 Aderente al movimento della Scapigliatura, scrisse libretti per Alberto Franchetti e per le prime due opere di Puccini, Le Villi ed Edgar.  
 Fervente socialista, dopo la rivolta operaia di Milano, nel 1898 andò in esilio in Svizzera, dove risiedette fino alla morte.

[Giovacchino Forzano](#)

Giovacchino Forzano

Borgo S. Lorenzo (Firenze), 19 novembre 1884 – Roma, 28 ottobre 1970.

Giornalista, scrittore, drammaturgo, librettista, regista teatrale e cinematografico.  
 Per Puccini scrisse i libretti di Suor Angelica e Gianni Schicchi. Scrisse anche libretti per Ruggero Leoncavallo, Pietro Mascagni, Umberto Giordano, Alberto Franchetti, Ermanno Wolf-Ferrari e altri.  
 Dal 1920 al 1930 fu direttore degli allestimenti scenici del Teatro alla Scala di Milano.

[Giuseppe Giacosa](#)

Giuseppe Giacosa

Colleretto Parella, Ivrea, 21 ottobre 1847 – ivi, 1 settembre 1906.

Commediografo e librettista.  
 Autore di numerosi drammi teatrali, tra i quali soprattutto Tristi amori (1887) e Come le foglie (1900), fu editore e direttore della rivista «La Lettura».  
 Scrisse con Luigi Illica i libretti per La bohème, Tosca e Madama Butterfly. Puccini lo chiamava scherzosamente Budda(h).

[Luigi Illica](#)

Luigi Illica

Castell’Arquato, Piacenza, 9 maggio 1857 – Colombarone, Modena, 16 dicembre 1919.

Librettista, giornalista, scrittore e drammaturgo.  
 Scrisse con Giuseppe Giacosa i libretti di La bohème, Tosca e Madama Butterfly.  
 Realizzò anche i libretti di opere di Alfredo Catalani, Alberto Franchetti, Antonio Smareglia, Umberto Giordano, Pietro Mascagni e altri. Come drammaturgo, scrisse commedie in lingua e in dialetto milanese.

[Ruggero Leoncavallo](#)

Ruggero Leoncavallo

Napoli, 23 aprile 1857 – Montecatini Terme (PT), 9 agosto 1919.

Compositore.  
 Legò il suo nome soprattutto all’opera del debutto, Pagliacci, rappresentata nel 1892. Per un breve periodo, nel 1890, collaborò alla stesura del libretto di Manon Lescaut.  
 Dopo l’aspra controversia sul soggetto di La bohème, i rapporti con Puccini si raffreddarono, tanto che nei carteggi di quest’ultimo è spesso chiamato Leonbestia o Leonasino.

[Domenico Oliva](#)

Domenico Oliva

Torino, 1 giugno 1860 – Genova, 28 aprile 1917.

Giornalista e deputato del Parlamento italiano.  
 Fu direttore per due anni del «Corriere della sera», redattore del «Giornale d’Italia» e corrispondente politico della «Nazione».  
 Fu uno dei primi e più importanti collaboratori al libretto di Manon Lescaut.

[Marco Praga](#)

Marco Praga

Milano, 20 giugno 1862 – Varese, 31 gennaio 1929.

Commediografo.  
 Figlio dello scrittore scapigliato Emilio Praga, fu direttore, presidente e consigliere della Società Italiana degli Autori e Editori.  
 Negli anni 1889-1890 collaborò alla prima stesura del libretto di Manon Lescaut insieme a Domenico Oliva.

[Renato Simoni](#)

Renato Simoni

Verona, 5 settembre 1875 – Milano, 5 luglio 1952.

Commediografo e critico teatrale.  
 Dal 1903 per molti anni critico del «Corriere della sera».  
 Fu coautore del libretto di Turandot.  
 Scrisse anche libretti per Francesco Cilea, Umberto Giordano, Giulio Ricordi (J.Burgmein) e altri.

[Carlo Zangarini](#)

Carlo Zangarini

Bologna, 9 dicembre 1874 – ivi, 19 luglio 1943.

Poeta e librettista.  
 Insieme a Guelfo Civinini scrisse il libretto de La fanciulla del West, nonché vari libretti per Ermanno Wolf Ferrari, Riccardo Zandonai, Eugen d’Albert e altri.

# Giacomo Puccini

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## Le opere musicali

Tosca

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La Bohème

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Madama Butterfly

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## Bibliografia

È qui elencata una selezione degli scritti su Giacomo Puccini e la sua opera (biografie, saggi, articoli, atti di convegno, numeri unici di riviste, memorie e commemorazioni, repertori delle fonti e della bibliografia, epistolari, cataloghi di mostre, tesi di laurea) pubblicati fino al 2019.

I titoli sono ripartiti in sezioni, in base all’argomento o alla tipologia degli scritti: «repertori delle fonti e bibliografia», «biografie, monografie, studi critici generali», etc. In ciascuna sezione le citazioni seguono l’ordine cronologico per data di pubblicazione e, soltanto per le pubblicazioni coeve, l’ordine alfabetico per autore o titolo.

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