Esecuzioni di inediti

PUCCINI AL PIANOFORTE: RARITÀ E INEDITI
    Non disponiamo di informazioni esaurienti circa le qualità pianistiche di Giacomo Puccini. Sappiamo che in gioventù egli si applicò allo strumento per un periodo più breve e in modo meno sistematico di quanto non abbia fatto con l’organo; ciononostante, però, negli anni di studio a Lucca gli fu riconosciuto di sapersi destreggiare «con rara abilità» come pianista accompagnatore di strumentisti e cantanti. Una tradizione non documentata vuole anche che il giovane Giacomo abbia suonato il pianoforte nell’orchestrina da ballo messa insieme da Augusto Michelangeli – già suo maestro di violino nel primissimo periodo di studio all’Istituto Pacini – con la quale si sarebbe esibito nel Caffè del Buon Gusto e a Bagni di Lucca. Poi null’altro.
   Anche la produzione di musiche per pianoforte fu quantitativamente più limitata e stilisticamente meno omogenea di quanto non abbiamo recentemente scoperto essere stata quella per organo. Comprende un lavoro scolastico – l’Adagio che risale all’anno 1881-82 – e una serie di creazioni occasionali, disseminate nell’arco di quasi tutta la vita: in qualche caso sono brani connessi alla produzione operistica maggiore, come il Piccolo valzer, che Puccini compose nel settembre 1894 per il numero unico pubblicato in concomitanza con la cerimonia di consegna della bandiera di combattimento alla corazzata “Re Umberto” della marina militare italiana e poi riutilizzò integralmente nella Bohème per il famosissimo valzer di Musetta; in qualche altro caso sono brani dettati da contingenze estemporanee, come la Marcetta brillante intitolata Scossa elettrica, che fu sollecitata dai Telegrafisti per le onoranze ad Alessandro Volta nel centenario dell’invenzione della pila elettrica, nel 1899.
    In un piccolo repertorio di piccoli pezzi – ennesimi ‘riens’ di felice spensieratezza creativa, alla maniera rossiniana – non mancano però i colpi di genio. Uno di questi, nell’Adagio, è il dissolversi repentino della melodia subito dopo aver raggiunto l’acme di un percorso breve, ma tortuoso. Un altro è l’attacco in pianissimo dell’episodio centrale di Scossa elettrica, con una melodia «dolce» su un accompagnamento sincopato, che sorprende a ridosso del tema principale squadrato, estroverso e scintillante. Un altro ancora è la concisione assoluta del Calmo e molto lento (datato 1916), che protrae per sedici misure l’unico inciso melodico e ne sospende la risonanza dolente su un tessuto tonale allargato, di tipo dissonante.
    Un’ulteriore notazione – quella ammiccante dell’allusione privata fra amici, a metà tra musica e consuetudine esistenziale – è aggiunta dal Lento e armoniosamente, il brano ora riscoperto. Datato «Torre del Lago 1904», questo pezzo potrebbe essere stato scritto in primavera, nel periodo intercorso fra gli allestimenti della prima versione (febbraio) e della seconda (maggio) di Madama Butterfly, quando Puccini soggiornò più a lungo sulla sponda del Lago di Massaciuccoli. Un tema di impianto fraseologico ripetitivo e un accompagnamento monocorde vi si snodano uniformi dall’inizio alla fine, ma con continue oscillazioni nella condotta esecutiva, concernenti la velocità del movimento e l’intensità sonora. Nel manoscritto disegni, caricature (una ritrae lo stesso Puccini, le altre probabilmente uomini della cerchia delle sue amicizie locali) e commenti verbali autografi (la maggior parte resi illeggibili con pesanti tratti di cancellatura) incorniciano la musica e – per quel che se ne riesce a immaginare dalle parti non censurate – avrebbero potuto illustrarne le dinamiche con metafore della sfera erotica.

Lento e armoniosamente
è stato  presentato 
venerdì 4 maggio 2018 alle ore 12.00 a Lucca, Palazzo Ducale, Sala Ademollo
Con la partecipazione di Gabriella Biagi Ravenni (presidente Centro Studi Giacomo Puccini), Virgilio Bernardoni (vice presidente Centro Studi Giacomo Puccini), Gianni Del Carlo (amministratore unico Teatro del Giglio), Marco Cattani (presidente Associazione Musicale Lucchese), Alessandro Marangoni, Simone Soldati
è stato eseguito in prima assoluta 
sabato 5 maggio 2018 alle ore 12.15 a Lucca, Auditorium ISSM Boccherini

 

LA MUSICA PER ORGANO DEL GIOVANE GIACOMO RIVIVE DOPO QUASI 150 ANNI
Era noto che Giacomo Puccini si fosse cimentato da giovanissimo, prima del 1880 e della sua partenza per Milano, nella composizione di musica per organo. Fare l’organista era infatti l’occupazione che permetteva al giovane Puccini di guadagnare del denaro con cui aiutare la famiglia e, allo stesso tempo, mantenere qualche vizio. 
Era noto anche che Puccini ebbe un allievo organista di Porcari, Carlo Della Nina, sarto di professione, un po’ più vecchio di Giacomo al quale Puccini consegnò  numerose pagine di musica per organo.
Quelle pagine vennero custodite per anni da  Carlo Della Nina e, in seguito, della sua famiglia, in particolare da suo nipote Carlo che negli anni ’80 del Novecento le mise in vendita. Per fortuna però pensò bene di farne delle copie.
Le ricerche di Aldo Berti sulla famiglia Della Nina stimolarono la curiosità di Giuseppe Della Nina (non parente) che riuscì a rintracciare il figlio di Carlo, Carl. Finalmente (2015) le fotocopie ritornarono a Lucca. Dopo un complicato lavoro di ricostruzione fatto dal Centro studi Giacomo Puccini (Gabriella Biagi Ravenni, Dieter Schickling, Virgilio Bernardoni), si sono recuperati 21 pezzi per organo.
Aldo Berti aveva interpellato anche Andrea Toschi, organista del coro parrocchiale di Porcari, che gli aveva rivelato di possedere un autografo pucciniano, una Marcia per organo, firmata e datata 12 aprile 1878. Una successiva consultazione del Centro studi dell’Archivio Toschi ha avuto un risultato del tutto inatteso: altre 8 composizioni attribuibili a Puccini. Un ritrovamento importante, che ha permesso di riconsiderare altre fonti organistiche lucchesi già segnalate, e di riconoscervi la mano del giovane Puccini in altri 21 brani, finora ritenuti anonimi. 

Sonate per organo di Giacomo Puccini
Ricostruzione a cura di Gabriella Biagi Ravenni, Virgilio Bernardoni, Dieter Schickling
(Centro studi Giacomo Puccini).
Edizione a cura di Virgilio Bernardoni
(Edizione Nazionale delle Opere di Giacomo Puccini)
Prima esecuzione in epoca moderna venerdì  5 maggio 2017 a Lucca, Chiesa di San Pietro Somaldi nell’ambito del Lucca Classica Music Festival
Ad interpretarli, l’apprezzato organista e clavicembalista Liuwe Tamminga
Programma di sala

Per una più esauriente trattazione sull’argomento:
Giacomo Puccini organista. Il contesto e le musiche
a cura di Fabrizio Guidotti
Centro Studi Giacomo Puccini. Testi e documenti, vol. 3
Firenze, Leo S. Olschki editore, 2017
Giacomo Puccini. Organ Works
World Premiere Recording
Liuwe Tamminga
Passacaille, 2017