Testi e documenti

1

Virgilio Bernardoni
Verso Bohème. Gli abbozzi del libretto negli archivi di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
X-276 pp.
Firenze, Leo S. Olschki, 2008
ISBN 9788822258397

copertina la boheme

La bohème nacque da un processo assai eleborato di gestazione del libretto, che impegnò i letterati Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, il musicista Giacomo Puccini e l’editore Giulio Ricordi dal marzo 1893 al gennaio 1896, passò attraverso varie fasi di selezione e assemblaggio degli elementi narrativi, contemplò stesure plurime dei testi, lasciò dietro di sé un numero elevato di avanzi di lavorazione. I manoscritti della Bohème conservati negli archivi di Giacosa e di Illica documentano questo processo con una parte cospicua delle redazioni preliminari del libretto, finora per lo più ignote: tele parziali, abbozzi di episodi, stesure continue di parti d’atto sulle quali Puccini compì i primi passi nella composizione dell’opera, interi atti scartati. In questo volume per la prima volta i materiali di lavoro superstiti vengono esaminati integralmente, di alcuni di essi si compie una ricostruzione sulla base del riordino di fogli e appunti sparsi, di tutti si presenta un’edizione completa. Risulta così possibile illustrare direttamente sui testi la genesi di un titolo fra i più rappresentativi del repertorio operistico di fine Ottocento e considerarne in modo più circostanziato la storia alla luce delle tendenze in atto nella librettistica coeva.

Scheda del volume

Recensioni

 

2

Tosca di Victorien Sardou, Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Musica di Giacomo Puccini
vol. I: Facsimile della copia di lavoro del libretto
vol. II: Copia di lavoro del libretto
Edizione e commento a cura di Gabriella Biagi Ravenni
Tomo I: 140 pp. di cui 134 di facsimile
Tomo II: XLII-140 pp. con 1 fig, 1 pieghevole ed es. mus. n.t.
Firenze, Leo S. Olschki, 2009
ISBN 9788822258625

 
copertina tosca

La fonte presenta il testo completo del libretto di Tosca, corredato da aggiunte, correzioni, chiose, frammenti di bozze di stampa applicati sulle pagine, schizzi musicali e di piantazioni sceniche. Vi si possono riconoscere, oltre a una scrittura calligrafica, le mani di Giacomo Puccini, Luigi Illica, Giuseppe Giacosa e Giulio Ricordi.
Nella lunga genesi dei capolavori pucciniani, la prima laboriosa fase era quella della stesura del libretto: qualcuno di casa Ricordi (spesso lo stesso Giulio Ricordi) ne preparava le copie, scrivendo il testo solo sulle pagine dispari, per lasciare spazio, nelle pagine a fronte, ad annotazioni e correzioni. Le copie poi raggiungevano il tavolo di lavoro dei librettisti e del compositore, che se le scambiavano con l’intento di giungere alla redazione definitiva. Attraverso gli interventi di Illica, Giacosa, Ricordi, e soprattutto di Puccini, è possibile ricostruire, con la massima approssimazione, l’appassionante dialogo che intercorse tra gli autori e l’editore. È possibile insomma entrare nel vivo del laboratorio creativo e individuare le fasi cruciali della genesi di Tosca.
Sono giunte fino a noi altre copie di lavoro del libretto di Tosca, ma questa ha un rilievo tutto particolare perché è rimasta più a lungo sulla scrivania di Puccini, ed è, quindi, quella più ricca di annotazioni, correzioni, prescrizioni del compositore: quasi ogni pagina del manoscritto ci restituisce il suo pensiero.
Si segnala in particolare la ricchezza, assolutamente inconsueta, di abbozzi musicali, tra cui quello di E lucevan le stelle.

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